• Emergenza fame

La fame fa più morti del Covid

Di Covid si muore, ma soprattutto si muore di fame: l'insicurezza alimentare minaccia la vita di milioni di etiopi perché le restrizioni imposte per evitare il contagio stanno avendo delle tragiche conseguenze sulla capacità di procurarsi il cibo. Lo stato di emergenza dichiarato dal Primo ministro Abiy e i successivi provvedimenti adottati per arginare la pandemia, tra cui il lockdown, si scontrano con la necessità della maggior parte della popolazione di uscire di casa per andare al lavoro, coltivare i campi o cercare un impiego a giornata. Rimanere a casa limita la diffusione del coronavirus ma la fame rischia di fare più morti.

Contesto di riferimento

La siccità e la conseguente carestia alimentare continuano ad attanagliare alcune zone dell’Etiopia. A cavallo tra il 2015 e il 2016 l’Etiopia è stata colpita dalla peggiore siccità dell'ultimo trentennio. Negli ultimi anni la situazione non è migliorata, alcune zone sono state colpite da piogge intense, anche a carattere alluvionale, altre aree sono completamente aride. 

Le cause sono legate al fenomeno meteorologico denominato "El Nino", caratterizzato dal riscaldamento delle temperature della superficie dell'Oceano Pacifico, che continua ad innalzarsi e a causare effetti profondi sulle condizioni climatiche mondiali, portando riduzione delle precipitazioni e siccità in alcune regioni del mondo e inondazioni in altre.
Anche se nel 2016 le piogge sono tornate sul suolo etiope, in molti casi hanno creato più danni che benefici, visto che i violenti fenomeni hanno scaricato quantitativi d’acqua sproporzionati e hanno dilavato un terreno arido e provato, creando alluvioni e distruggendo interi villaggi.
A distanza di anni dall'inizio del periodo di siccità l’Etiopia ne porta ancora le conseguenze negative. In alcune zone non è neppure stato possibile seminare, e i raccolti non sono tutt'ora sufficienti a coprire il fabbisogno della popolazione. L’apporto d’acqua dato dalle piogge non è ancora regolare.

Obiettivi

In questi casi è fondamentale offrire assistenza umanitaria immediata dando una prima risposta alle comunità più colpite fornendo aiuti alimentari. Successivamente promuovere il progetto di Adozioni a Distanza, strumento essenziale per essere vicini alle necessità quotidiane di ogni bimbo.

Beneficiari

Siamo intervenuti principalmente nei villaggi delle zone maggiormente colpite dalla carestia, dove siamo stati chiamati dai referenti dei villaggi che assistiamo con l’adozione a distanza.

Come operiamo

La distribuzione delle derrate alimentari (latte in polvere, farina, zucchero, olio) avviene in collaborazione con le autorità locali e il capo del villaggio che ci segnalano e radunano le famiglie più bisognose e stabiliscono la quantità di provviste da assegnare in base al numero di componenti di ogni nucleo familiare.

Interventi effettuati grazie a voi

Nel 2021 abbiamo proseguito nella distribuzione di generi alimentari come farina, granoturco e biscotti ad alto valore energetico destinati ai bambini gravemente malnutriti. Dal mese di gennaio al mese di agosto sono stati impiegati circa 400.000 euro

Nel 2020 sono stati destinati 1.655.917,46 € per la distribuzione di generi alimentari: 5.200 quintali di farina, 42.850 di mais e 37.000 quintali di fagioli sono stati distribuiti principalmente nella zona del Wollaita.

Nel 2019 sono stati coinvolti nel progetto complessivamente 18.800 nuclei familiari: a Makallé abbiamo distribuito 600 quintali di farina a 1.200 famiglie; nel Wollaita 7.300 quintali di granoturco sono stati assegnati a 14.600 beneficiari; a Edegahamus 1.000 famiglie e a Gondar altre 2.000 hanno beneficiato di 50 kg di farina per complessivi ulteriori 1.500 quintali. La spesa nel 2019 è stata di 341.848,49 euro.

Nel 2018 ben 449.163,94 euro si sono trasformati in generi alimentari destinati alle famiglie più bisognose individuate, come sempre, dalle autorità governative locali.

Precedentemente avevamo portato coperte o aiuti alimentari a qualche villaggio in difficoltà ma, da quando è esplosa l'ultima carestia provocata dalla siccità e dai cambiamenti climatici, a oggi, non abbiamo smesso di aiutare le comunità più colpite fra quelle interessate al programma di adozione a distanza.

I primi aiuti risalgono al mese di maggio 2016 quando, nei villaggi di Gondar, Boditi, Mokonissa, Bukama dove sono presenti le suore di Sant'Anna e Francescane e nella diocesi di Harar abbiamo distribuito derrate per un valore di 148.000 euro. 
Altri 167.000 euro donati successivamente ci hanno permesso di distribuire il 12 aprile 2017, ulteriori 700 quintali di farina per il pane a circa 2.500 persone a Mokonissa; uomini, donne e bambini erano provvisti di sacchi e borse nei quali riporre gli alimenti che ricevevano.
Alla vigilia di Pasqua gli aiuti alimentari sono arrivati a Makallè e Adigrat, il 19 aprile la distribuzione degli aiuti è avvenuta a Gondar a nord di Addis Abeba.
Il Primo maggio a Boditi nel sud del Wollayta sono stati distribuiti altri 1.400 quintali di farina. Erano presenti circa 2.400 appartenenti ad altrettanti nuclei familiari dell'area, scelti tra i più bisognosi. Ogni capo famiglia, uomo o donna, ha ricevuto 50 kg di grano. 

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